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dimanche, février 26, 2017

Tutto molto interessante

Stasera gira così.
Tu assomigli a Rovazzi, lo so che ti fa cagare; non ho mai capito se ti fa cagare come uomo o come cantante (oddio, cantante. showman. intrattenitore adolescenziale, sovvertitore di nonne, non saprei), o come tutte e due, ma lascia che ti mostri il ca**o che me ne frega. Non te l'ho mai chiesto, perché in fondo non mi importa. mi fai ridere, e tutte le volte che ti penso o che parlo di te, ancora prima di parlare, mi esce quel sorriso ebete sulla faccia che mi fa ridere ancora di più.
Ecco, stasera gira così.
Ho in testa e nel cuore un mucchio di cose, tutte molto interessanti. Ho Bologna nel cuore, ieri ho visto angoli che raccontavano chissà quale storia, e ho fatto incetta di cielo azzurro e disagio. Come sempre, è stato bellissimo. C'è di tutto a Bolo, mi aveva detto qualcuno.

vendredi, janvier 06, 2017

Always be yourself, unless you can be a unicorn - then always be a unicorn

Questa notte ho sentito l'urgenza di fare outing.
Volevo farlo su facebook, in modo plateale. Plateale per me, che su facebook non metto praticamente mai niente. poi ci ho ripensato, e ho mandato un whatsup a un'amica, che sapevo mi avrebbe capita, o se non capita, almeno perdonata.
Non mi sento ancora pronta a fare certe rivelazioni al mondo; lo faccio sul blog perché tanto il mio blog non lo legge quasi nessuno.

Il messaggio era questo:

"devo confessarti una cosa.
sento il bisogno di fare outing.
siediti
perdonami
...
...
...
mi piace Rovazzi."

Quando pensavo che l'anno nuovo mi avrebbe portato consapevolezza, non era esattamente questa la consapevolezza a cui pensavo, ma da qualche parte bisogna pur partire.
Come diciamo sempre io ed E, c'è un tempo per ogni cosa. E forse adesso è tempo di andare a comandare! ok, scherzi a parte.
Rovazzi mi ricorda anche il ragazzo che mi piace.
Altra consapevolezza, c'è un ragazzo che mi piace.

Ho finito il 2016 con una gratidtude list al 2016, che ho riscoperto un anno meraviglioso per moltissimi aspetti. Ho perso lavoro e ragazzo nel giro di dieci giorni, è vero, ed è stata la cosa migliore che potesse succedermi, perché ero nelle sabbie mobili, e serviva una botta.
Martello di Thor sul fortino.

Quando guardavo Friends ero piuttosto giovane, e vedevo Rachel, Phoebe e Monica adulte, che avevano storie, lavori, rapporti complicati con la famiglia, amiche lontane, vecchie amiche, un passato. E pensavo, chissà come sarò io tra dieci, quindici anni.
Pensavo sarei diventata come Monica, perché sono un po' ossessiva compulsiva su certi aspetti (tipo le penne tutte nello stesso verso nell'astuccio. adesso l'astuccio non ce l'ho più, ma se ce l'avessi le penne avrebbero tutte la punta verso destra); invece al momento sono come Rachel, a parte i capelli biondi e la pancia piatta. Ho trovato il lavoro della mia vita dopo lungo peregrinare, adoro le scarpe e esco con i ragazzi per trovare quello giusto.
Conversazione illuminante con C una delle ultime volte che ci siamo visti (ci vediamo poco, ma quando ci vediamo escono sempre belle cose): vedi, tu trovi sempre i ragazzi sbagliati perché esci con quelli che sono attratti da te.
Pausa di perplessità (mia).
Spiegazione (sua).
"una persona come te attrarrà sempre ragazzi un po' timidi, insicuri, che si lasciano trascinare, poco decisi. Ma tu, uno così, lo vuoi?"
Beh, no, che domande. No. Io voglio uno brillante. Sicuro.
"Ecco, allora lo devi cercare."
La mia perplessità sul come farlo non è ancora stata dissipata.

Uno dei buoni propositi del 2017 è proprio questo.
Per fortuna ci sono gli unicorni.

mercredi, janvier 04, 2017

M.

Impressionante, avevi ragione su tutto.
Ho fatto tutto io.
Per fortuna ci siamo visti.
Per fortuna ci siamo persi.
E' stato naturale perdersi come trovarsi, ed è stato bellissimo.
Lo sapevo che sarebbe stato bellissimo ballare con te in questa bolla.
Io te l'avevo detto, e tu avevi ragione.
Credo comunque che una cosa l'abbiamo trovata entrambi: la speranza.

jeudi, décembre 08, 2016

Di notti, pantere e disagio

"Oltre a quello che già c'è tra noi"
"...cosa c'è già tra noi?"
"Lo sai, lo so che lo sai"
"Sì, lo so. Del disagio."

Conversazioni a metà.

vendredi, novembre 18, 2016

Platonico, intenso, assoluto.

Adesso ho capito esattamente cosa volevi dire.
Una nota mi ha riportato a mesi fa, a tutte quelle emozioni, a quelle sensazioni che non lasciavano spazio nemmeno al respiro, perché l'idea di te -di noi- pervadeva tutto il mio mondo e il mio intorno. Ed era un'illusione. Eravamo i noi immaginari, era una storia vera, realmente immaginaria ed assolutamente, totalmente, pienamente viva. E mi scoppiava il cuore, ti sentivo vibrare in ogni battito, in ogni respiro, perché eri esattamente come ti avevo immaginato. Ci stavamo cercando, da una vita probabilmente.
Poi hai avuto paura.
Io non avevo paura.
Poi ti ho solo detto quello che sentivo.
Poi ti è passata la paura.
Poi ti ho visto in fondo al viale. Ed eri veramente tu.
Non credevo che ti avrei mai visto; non so cosa credevo veramente.
E mi hai sorriso, sei rimasto fermo in fondo al viale, chissà cosa pensavi.
Tremavi forse?
Perché non mi vieni incontro?
Poi mi sei venuto incontro, e ci siamo sorrisi, e ci siamo fusi in quell'abbraccio, così stretto, che sognavamo da tempo, e che chissà quante volte abbiamo immaginato, adornandolo di profumi, di colori, di desideri.
Ci siamo solo stretti forte, perché non c'era bisogno di parole.
E' stato abbastanza mistico?
Sarebbe mai potuto essere all'altezza delle nostre aspettative?
Impossibile, le aspettative erano troppo alte e noi invece siamo solo reali.
Avevi ragione tu.
Poi adesso sono io che ho paura.
Ho paura di farmi traviare dai pregiudizi, e di non essere autentica.
I baci sulla fronte, le carezze, gli sguardi profondi, i nomignoli.
Tutto racconta una storia, racconta di noi, eppure niente è ancora stato scritto.

Pensi di non aver bisogno di protezione finché non ti senti realmente protetta.
Ed è così che io mi sono sentita in quell'abbraccio, protetta. E non so se sono pronta.

mardi, octobre 07, 2008

Lettera aperta

Caro A,
da qualche tempo sogno di scriverti una lettera. ho tante cose da dirti e da chiederti, e ci ho sempre rinunciato perchè non porterebbero da nessuna parte, e perchè io non voglio che portino in nessun posto. solo sento il bisogno di scriverle e in qualche modo di farle uscire dalla mia testa.
faccio fatica anche solo a pensare di parlarti, nonostante abbiamo parlato per non so quante ore e abbiamo speso non so più quante parole, ma so che quando ci vediamo tutto il resto perde importanza, ci siamo solo io e te.
c'eravamo.
forse ci sono altre persone più di te che sanno quanto i nostri momenti insieme abbiano significato per me, ma tu quelle sensazioni le hai create, alimentate, vissute, consumate. con me.
hai inciso il tuo nome sulle mie ossa.
poi te ne sei andato piano piano, senza fare rumore ti sei allontanato da quello che di bello tu stesso avevi costruito, e da qualcosa che avremmo potuto costruire insieme. un bagno con piastrelle rettangolari, bianche con foglie nere e giochi di fiori giganti.
ci sarebbe stato anche un box doccia, magari con la cromoterapia e un altoparlante b&o alla parete.
quando vado in un locale o in una casa nuova, una delle prime cose che faccio è un salto in bagno, è come guardare negli occhi una persona...leggere l'anima della casa. il mio ristorante preferito ha un bagno stupendo, cambia colore e accessori ogni stagione, verde, rosa, azzurro, arancio. nemmeno noi siamo sempre gli stessi, no?
ma tu, insomma tu, insomma noi, ecco noi. un noi magicamente creato da tanta fantasia e progetti alla caulfield, che pensa, sogna, briga e picchia ma poi resta sempre dove sta e vattelapesca.

mardi, juin 03, 2008

Io amo i miei piedi incondizionatamente

Sono una feticista dei piedi.
avete mai visto singles? un film bellissimo, tante storie intrecciate, i pearl jam e una seattle molto grunge sullo sfondo.
una delle storie parla di una donna, non certo avvenente, ovviamente single oserei dire a caccia, che adora un suo paio di orecchini vistosi pendenti e coloratissimi, che piacciono solo a lei.
single: "hai visto i miei orecchni?"
interlocutore: "ehm, come non notarli..."
single: "saranno bellissimi?!?!!?"
interlocutore: "veramente...sono orrendi. davvero, scusa ma sono orrendi"
la single in questione passa da una storia sbagliata all'altra e cerca uomini in tutti i modi possibili, persino tramite quelle agenzie molto americane dove devi registrare un video con la tua mini-presentazione.
nessun buon risultato, come previsto.
Un giorno, inaspettatamente, si scontra con un uomo, alza lo sguardo, i loro sguardi si incrociano e lui...
"che belli questi orecchini". lei si illumina, è amore.
I miei piedi sono come gli orecchini della single poco avvenente, con la differenza che lei all'occorrenza può cambiarli, io no.
mi piacciono i miei piedi, li trovo belli ed eleganti. ma sono cresciuta in mezzo a persone, i compagni di scuola, gli amici, i parenti -per scherzo ma anche per davvero- che guardavano alle mie estremità inferiori con sospetto. come se quell'alluce così lungo fosse fuori posto.
l'altro giorno ho sentito una cosa su di loro che non avevo mai mai sentito in tanti intensi anni di commenti e vita: "con quegli alluci puoi schiacciare le formiche negli angoli...!" mi dice L, e fa ridere tutte noi, per caso insieme.
dulcis in fundo, sabato sera al ristorante io e i miei amici stavamo andando a pagare, siamo passati davanti all'altra tavolata della sala, tre uomini sulla quarantina, avevo i sandali.
uno dei tre mi vede passare e fa, ad alta voce: "vaca, ve' che dita lunghe!".
saranno strani, io li sento speciali.

mercredi, octobre 31, 2007

love is strange

Love, love is strange
Lot of people take it for a game
Once you get it
You'll never wanna quit
After you've had it
You're in an awful fix
Many people
Don't understand
They think loving
Is money in the hand
Your sweet loving
Is better than a kiss
When you leave me
Sweet kisses I miss

L'amore è strano.
e lo sono anche le relazioni. non strane, ma stranissime, assurde anzi.
ho recentemente passato una piacevolissima serata con G, in un posticino molto rustico e accogliente, abbiamo parlato di tante cose -il che è piacevole già di per sè perchè ha una bellissima voce- e anche dei soliti desideri amorosi.
come mi aveva già detto M qualche tempo fa, anche G dice che sono troppo esigente; mi ha ricordato che sembro tanto Chandler quando usciva con tante ragazze e non gli andava bene mai nessuna perchè si fissava su un'inezia, un piccolissimo particolare che lui trovava estremamente fastidioso, che però attirava tutta la sua attenzione, e lo distoglieva dall'entità-persona.
Io per esempio ho un punto debole: le scarpe.
se di un uomo non mi piacciono le scarpe, faccio una fatica enorme a ignorare dove riposa il suo piede e concentrarmi su quello che dice.
non è superficialità. mentre lui parla io sto pensando come avrà fatto a comprarle...quali possono essere i meccanismi mentali che l'hanno portato a comperare -e soprattutto ad indossare- quelle scarpe; perchè quel colore, quella forma, quei lacci, quella cucitura, magari quella marca.
dalle scarpe di una persona si possono capire tantissime cose, bisogna solo saperle leggere.
E, come da una scarpa, anche da una relazione io vorrei tutto subito: bellezza esteriore e funzionalità pratica, tutto questo nella comoda forma di una babbuccia di lana.
ovviamente certe cose si possono ottenere solo con il tempo e con l'utilizzo.
ho centinaia di scarpe e le adoro tutte quante, ma non ho ancora trovato "la" scarpa, quella che vada bene sempre, da calzare in ogni occasione, che mi faccia sentire bella, elegante, comoda e pratica.
la verità è che la mia scarpa preferita è la nudità.

jeudi, octobre 11, 2007

all we need is love

Sono un'inguaribile romantica, una romantica vera, eroina dello Sturm und Drang sentimentalmente disastrata invischiata in tragicissime vicende sentimentali, e amo le storie complicate forse ancora più dei corteggiamenti classici, con fiori, lumi di candela e parole dolci. vabbène, non esageriamo, preferisco le rose. rosse.
credo comunque di aver individuato la causa principale del mio non riuscire ad innamorarmi: sono nata nel secolo sbagliato. semplicemente.
Se fossi nata un paio di secoli fa, avrei avuto innanzitutto la carnagione adatta all'epoca (anche se sarebbe stata ideale per me la Francia illuminista), abiti ampi e preziosi, cappellini sfiziosi, e sicuramente tutto il romanticismo di cui la mia anima ha fame ora.
fiumi di inchiostro sarebbero scorsi tra me e un ipotetico sicuramente lontano e probabilmente sconosciuto corteggiatore (la corrispondenza lontana è l'antenato della chat odierna), lacrime e gelosie si sarebbero consumate, e poi...e poi non ci sarebbe stato lieto fine, perchè lui si sarebbe senza dubbio pugnalato mortalmente al cuore non ricevendo da troppo tempo mie notizie e pensando le peggio cose possibili: tradimento o morte.
Alla fine ovviamente era solo colpa delle poste; certe cose non cambiano mai.
cambiano i tempi, cambiano gli abiti e i costumi, i gusti alimentari e i governi, ma l'amore, nelle sue mille forme, anche se muta aspetto o espressione, resta sempre il motore del mondo. dei mondi, delle età, dei tempi. e delle persone.

lundi, août 13, 2007

single e...felice?!

Un'uscita con S. mi ha fatto pensare in maniera un po' più approfondita ai rapporti uomo-donna, la puntata di sex & the city di questa notte mi ha infine risvegliato sentimenti sopiti.
si parla di almeno 12 anni fa...per qualche anno da allora sono stata single e assolutamente infelice, andavo alle feste (che poi quando hai 30 anni comiciano a chiamarsi party, mentre il "qualcosa da bere" si trasforma in un sofisticato "cocktail") sperando di conoscere qualche ragazzino che destasse il mio interesse ma, cosa più importante di tutte, che scegliesse me, proprio proprio me, in mezzo alla marea di ragazzine che si dimenavano in spazi cubi ridicoli e pieni di fumo. mai successo. certo, ora che sono cresciuta e che hanno proibito il fumo nei locali pubblici ne capisco il motivo...c'era troppa nebbia. sicuramente la motivazione era la nebbia.
anyways, se allora c'era una cosa che desideravo era avere un fidanzat(in)o, per poterlo avvisare se andavo a trovare mia nonna all'ora della nostra telefonata quotidiana, per aspettarlo all'uscita di scuola e per fare i calins. per tutti gli anni del liceo invece, l'unico ragazzo che mi è mai venuto a prendere a scuola ha sbagliato scuola. "ma non facevi il tradizionale?!" "no. faccio il linguistico" rispondo serafica, ma non è tranquillità, è rassegnazione.
e sì che a 14 anni era normale essere single, ma non lo era per me. io infatti, secondo la mia tabella di marcia, ero non in ritardo, ma in ritardissimo. la mia tabella prevedeva un fidanzamento di almeno 4/5 anni prima del matrimonio, volendo un anno di convivenza (ma questo era facoltativo) e poi matrimonio, magari un anno senza figli, poi figli. uno per iniziare, ma meglio se alla fine ne saltavano fuori 2 o 3. io in realtà propendevo per 4, 2 maschi e 2 femmine ovviamente, magari un paio gemelli.
non ero matta, ero solo una precisa. la mia tabella era per l'appunto meticolosamente studiata per evitare il salto generazionale genitore-figlio, e pensavo che avere figli a 19 anni potesse essere un'ottima idea, e che avrei così centrato il mio scopo.
poi non so cos'è successo...ah sì, lo so. non ho trovato un fidanzato in tempo, ecco cos'è successo.
in ogni modo, a 25 anni un giorno camminavo in una via del centro di Milano e, guardando dei ragazzini, mi sono trovata a borbottare a mezza voce "ma guarda te che generazione, sembrano usciti in serie da una fabbrica...tutti con il culo di fuori". non avevo ancora finito la frase che già mi vedevo davanti lo spettro del suo più profondo significato...ero vecchia! il salto generazionale mi aveva colpita lo stesso, sonoramente e in una giornata assolata di luglio! un salto generazionale di ben 5 anni, a dire tanto...! e allora ho capito che non trovare un fidanzato mentre giocavo ancora con la Barbie è stata una vera fortuna, in fondo non avrei potuto fare figli a 5 anni, e se non avessi avuto la barbie Fior di Pesco e la barbie Milleluci la mia persona ne avrebbe risentito molto di più di quanto non ne abbia risentito stando, io credevo, single e infelice.
Ora mi avvicino alla 30ina (mi fa specie dirlo ma riesco a scriverlo, anche se per riuscirci sto fumando e bevendo martini alle 3 di pomeriggio...), sono single e felice.
anche se, in fondo in fondo, quella speranza di trovare il ragazzo che sbuca dal fumo per venire proprio proprio verso di me, non è ancora estinta.