Questa notte ho sentito l'urgenza di fare outing.
Volevo farlo su facebook, in modo plateale. Plateale per me, che su facebook non metto praticamente mai niente. poi ci ho ripensato, e ho mandato un whatsup a un'amica, che sapevo mi avrebbe capita, o se non capita, almeno perdonata.
Non mi sento ancora pronta a fare certe rivelazioni al mondo; lo faccio sul blog perché tanto il mio blog non lo legge quasi nessuno.
Il messaggio era questo:
"devo confessarti una cosa.
sento il bisogno di fare outing.
siediti
perdonami
...
...
...
mi piace Rovazzi."
Quando pensavo che l'anno nuovo mi avrebbe portato consapevolezza, non era esattamente questa la consapevolezza a cui pensavo, ma da qualche parte bisogna pur partire.
Come diciamo sempre io ed E, c'è un tempo per ogni cosa. E forse adesso è tempo di andare a comandare! ok, scherzi a parte.
Rovazzi mi ricorda anche il ragazzo che mi piace.
Altra consapevolezza, c'è un ragazzo che mi piace.
Ho finito il 2016 con una gratidtude list al 2016, che ho riscoperto un anno meraviglioso per moltissimi aspetti. Ho perso lavoro e ragazzo nel giro di dieci giorni, è vero, ed è stata la cosa migliore che potesse succedermi, perché ero nelle sabbie mobili, e serviva una botta.
Martello di Thor sul fortino.
Quando guardavo Friends ero piuttosto giovane, e vedevo Rachel, Phoebe e Monica adulte, che avevano storie, lavori, rapporti complicati con la famiglia, amiche lontane, vecchie amiche, un passato. E pensavo, chissà come sarò io tra dieci, quindici anni.
Pensavo sarei diventata come Monica, perché sono un po' ossessiva compulsiva su certi aspetti (tipo le penne tutte nello stesso verso nell'astuccio. adesso l'astuccio non ce l'ho più, ma se ce l'avessi le penne avrebbero tutte la punta verso destra); invece al momento sono come Rachel, a parte i capelli biondi e la pancia piatta. Ho trovato il lavoro della mia vita dopo lungo peregrinare, adoro le scarpe e esco con i ragazzi per trovare quello giusto.
Conversazione illuminante con C una delle ultime volte che ci siamo visti (ci vediamo poco, ma quando ci vediamo escono sempre belle cose): vedi, tu trovi sempre i ragazzi sbagliati perché esci con quelli che sono attratti da te.
Pausa di perplessità (mia).
Spiegazione (sua).
"una persona come te attrarrà sempre ragazzi un po' timidi, insicuri, che si lasciano trascinare, poco decisi. Ma tu, uno così, lo vuoi?"
Beh, no, che domande. No. Io voglio uno brillante. Sicuro.
"Ecco, allora lo devi cercare."
La mia perplessità sul come farlo non è ancora stata dissipata.
Uno dei buoni propositi del 2017 è proprio questo.
Per fortuna ci sono gli unicorni.
Nuovo titolo, nuova vita. my brand new blog, dopo un anno di erasmus a rennes la mia vita ricomincia da qui. dalle scarpe, una passione ereditata da mia nonna, e dai piedi, il contatto più semplice e genuino per sentire il mondo. e viverlo.
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vendredi, janvier 06, 2017
dimanche, mai 19, 2013
La metamorfosi (again)
Avevo già subito una metamorfosi anni fa.
Da eroina romantica a mostro mitologico.
Già in quella metamorfosi avevo perso il mio animo romantico, lo sturm und drang che aveva caratterizzato la mia adolescenza e l'ingresso nell'età "adulta", nella maturità dei sentimenti; ma si sa che io, in quanto a sfera sentimentale, sono maturata piuttosto tardi rispetto alla media nazionale.
Non credevo che subire un'ulteriore metamorfosi fosse possibile, invece mi ritrovo oggi ad affrontarla faccia a faccia, forse sono pronta ad affrontarla anche se sì, mi fa davvero tanta ma tanta paura.
Non scrivo più poesie tragiche sulle mie ansie e le mie solitudini (che sarebbe un bene se qualcuno le avesse mai lette, ma visto che non sono mai uscite dal cassetto, credo che non gliene freghi niente a nessuno...), non riesco più a sentire il profumo di polpa bianca di mela leggendo le poesie di Neruda, non trovo più le attese momenti pieni di mistero e magia, ma mi infastidisco se qualcuno ritarda o se il tizio davanti a me in macchina va ai 40 all'ora senza motivo.
Non osservo più le persone pensando che ci sia un mondo granderrimo e meraviglioso oltre ogni sguardo, ogni sorriso, non colgo più le variazioni dei colori nei refoli di vento che mi sfiorano il viso, ma il vento mi dà fastidio perché mi vanno i capelli davanti alla faccia.
Non mi rapiscono più come prima i modellati serici di Canova, le pennellate di Lautrec o i puntini di Seurat.
Non vedo più i colori nelle emozioni, e non sento i profumi nelle parole, non mischio più le sfere sensoriali.
Tutto questo è tremendo, mi sento superficiale e piatta come un'asse da stiro, mi sento come se la parte di me più "mia", più vera, fosse evaporata. Pouffffffffffff.
E pam, il vuoto assoluto; come un raviolo al vapore senza ripieno.
Ma c'è una cosa che mi consola: una lacrima è scesa davanti ad Amore e Psiche, quindi sì, una speranza c'è, io, da qualche parte, ci sono ancora. Devo solo uscire dal mio blocco di marmo.
Da eroina romantica a mostro mitologico.
Già in quella metamorfosi avevo perso il mio animo romantico, lo sturm und drang che aveva caratterizzato la mia adolescenza e l'ingresso nell'età "adulta", nella maturità dei sentimenti; ma si sa che io, in quanto a sfera sentimentale, sono maturata piuttosto tardi rispetto alla media nazionale.
Non credevo che subire un'ulteriore metamorfosi fosse possibile, invece mi ritrovo oggi ad affrontarla faccia a faccia, forse sono pronta ad affrontarla anche se sì, mi fa davvero tanta ma tanta paura.
Non scrivo più poesie tragiche sulle mie ansie e le mie solitudini (che sarebbe un bene se qualcuno le avesse mai lette, ma visto che non sono mai uscite dal cassetto, credo che non gliene freghi niente a nessuno...), non riesco più a sentire il profumo di polpa bianca di mela leggendo le poesie di Neruda, non trovo più le attese momenti pieni di mistero e magia, ma mi infastidisco se qualcuno ritarda o se il tizio davanti a me in macchina va ai 40 all'ora senza motivo.
Non osservo più le persone pensando che ci sia un mondo granderrimo e meraviglioso oltre ogni sguardo, ogni sorriso, non colgo più le variazioni dei colori nei refoli di vento che mi sfiorano il viso, ma il vento mi dà fastidio perché mi vanno i capelli davanti alla faccia.
Non mi rapiscono più come prima i modellati serici di Canova, le pennellate di Lautrec o i puntini di Seurat.
Non vedo più i colori nelle emozioni, e non sento i profumi nelle parole, non mischio più le sfere sensoriali.
Tutto questo è tremendo, mi sento superficiale e piatta come un'asse da stiro, mi sento come se la parte di me più "mia", più vera, fosse evaporata. Pouffffffffffff.
E pam, il vuoto assoluto; come un raviolo al vapore senza ripieno.
Ma c'è una cosa che mi consola: una lacrima è scesa davanti ad Amore e Psiche, quindi sì, una speranza c'è, io, da qualche parte, ci sono ancora. Devo solo uscire dal mio blocco di marmo.
mercredi, août 20, 2008
perpetuamente vo pellegrina
De ta tige détachée
pauvre feuille desséchée,
où vas-tu? - Je n'en sais rien
l'orage a brisé le chêne
qui seul était mon soutien
de son inconstante haleine,
le zéphir ou l'aquilon
depuis ce jour me promène
de la forêt à la plaine,
de la montagne au vallon;
je vais où le vent me mène
sans me plaindre ou m'effrayer
je vais où vas toute chose,
où vas la feuille de rose
et la feuille de laurier.
pauvre feuille desséchée,
où vas-tu? - Je n'en sais rien
l'orage a brisé le chêne
qui seul était mon soutien
de son inconstante haleine,
le zéphir ou l'aquilon
depuis ce jour me promène
de la forêt à la plaine,
de la montagne au vallon;
je vais où le vent me mène
sans me plaindre ou m'effrayer
je vais où vas toute chose,
où vas la feuille de rose
et la feuille de laurier.
oggi è entrato un soffio di vento in ufficio, ho pensato di salirci a cavallo e andare via con lui. partire. per dove? non lo so, non mi interessa. quando sono con qualcuno e passa un aereo sopra le nostre teste, chiedo sempre la stessa cosa: cosa pensi quando vedi passare un aereo? io dacchè sono piccola ho lo stesso pensiero in testa..."vorrei esserci sopra". dove va è secondario.
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